Feeds:
Posts
Comments

Il quartiere degli schiavi, proprio ai margini della maremma, rabbrividiva della sua miseria. Nelle capanne di argilla dai tetti di palma si conviveva insieme agli avvoltoi e ai maiali, e i bambini bevevano dalla palude della strada. Tuttavia, era il quartiere più allegro, con colori intensi e voci radiose, e più ancora all’imbrunire, quando tiravano fuori le seggiole per godersi il fresco in mezzo alla via.

Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò.

Remember when we played Tomb Raider @ 640×480 with enormous pixels?

2014-06-22_00002 2014-06-22_00004 2014-06-22_00009

P.S.: yeah, I know, not really news, but for the first time since the ’90s I have a decent graphics card!

Più o meno un anno fa, guardando lo stato dei pickup della mia Fender Stratocaster, ho visto tracce di ruggine, ed ho quindi fatto un po’ di ricerche per sostituirli. Poi, tra una cosa e l’altra, ho rimandato l’acquisto fino a un paio di settimane fa, quando ho finalmente deciso cosa comprare e che modifiche fare, ed il post qui descrive la nuova configurazione montata ieri.

La lista della spesa è piuttosto semplice:

  • un set di pickup Fender Vintage ’57-’62: il mio sito di fiducia (Thomann.com) aveva anche altri modelli, ma alla fine ho optato per questo set, che ha un suono abbastanza caldo e che in generale preferisco a fronte di altri modelli. Ho poi optato per un set della Fender per andare “sul sicuro”
  • un pickup Seymour Duncan SJBJ in posizione bridge: facendo un po’ di ricerche sui pickup, ho scoperto che esistono modelli humbucking a singolo slot, adatti quindi ad una chitarra che normalmente ha single coil; sulle Fender tipicamente le due configurazioni che vanno per la maggiore sono HSS o HSH, ovvero l’humbucking o solo al ponte o sia al ponte che al manico (esistono eccezioni, ad esempio Dave Murray degli Iron Maiden ha una configurazione HHH). Ora, a me il suono del single coil al manico mi piace veramente molto, e non lo sostituirei mai; al ponte, invece, l’idea di avere un pickup che dia un po’ più di spinta sulle parti distorte non mi dispiaceva affatto, e comunque un test ci poteva stare.
  • un selettore a 3 vie: dato che stavo mettendo le mani nella configurazione, due modifiche importanti: la prima era non collegare del tutto il pickup centrale: non lo uso mai, tanto che la sua manopola del tono è sempre stata tenuta a zero, ed io personalmente salto sempre direttamente tra neck e bridge (vorrei dire “come Ritchie Blackmore”, ma non vorrei pensaste io sia anche solo vagamente vicino a quel livello: tutt’altro!). Non solo: nei brani con parti ad accordi pieni (tipicamente senza effetti), mi capita di fare ampi gesti con la mano destra e colpire accidentalmente il selettore, spostandolo dalla posizione neck ad una di quelle intermedie, introducendo per sbaglio il pickup centrale e cambiando completamente il suono. Ora, sarà colpa mia perchè forse dovrei fare gesti più piccoli, ma la questione rimane. Da qui la modifica: scollegato il pickup centrale, e sostituito il selettore a 5 vie con uno a 3: la via centrale l’ho cortocircuitata a quella in posizione “neck”, così che anche un eventuale colpo al selettore lo sposterebbe dalla posizione 1 alla posizione 2, ma il suono non sarebbe in alcun modo cambiato. La posizione 3, naturalmente, resta per il pickup al ponte. Ho anche pensato per un po’ di collegare la manopola del tono rimasta “vuota” al pickup del ponte, ma alla fine non l’ho fatto.
  • un po’ di nuove molle per il tremolo: quelle vecchie cigolavano… -_-

Ieri ho quindi aperto la Fender, scollegato i vecchi pickup e collegato quelli nuovi, cambiando anche il selettore: un buon lavoro di saldatura, e per fortuna tutto funziona perfettamente :)

Foto

Un po’ di foto: i vecchi pickup con i loro collegamenti, i nuovi pickup con i loro collegamenti, due appunti su come erano e come sarebbero diventati i collegamenti elettrici (onde evitare casini).

Old pickups

Old pickups

Old pickups wiring

Old pickups wiring

New pickups wiring

New pickups wiring

New pickups

New pickups

Old wiring schematics

Old wiring schematics

New wiring schematics

New wiring schematics

Il suono

Ho fatto un paio di registrazioni rapide per mostare il suono; non ho una registrazione recente dello stato delle cose prima del cambio di pickup, quindi non ho un confronto immediato. Tutte le registrazioni sono state fatte collegando la chitarra al computer e registrando su Ableton Live 8, utilizzando Amplitube 3 per emulare le testate degli amplificatori.

La prima registrazione è una semplice improvvisazione con overdrive: più o meno a metà dell’assolo si sente il pickup al manico, mentre nel resto dell’assolo e nell’accompagnamento uso l’humbucking. La testata (emulata) è un Fender Super-Sonic, cui aggiungo il buon SD1 della Boss per l’assolo.

La seconda registrazione è il solito tema di “The rock”, qui usato per testare la distorsione: il primo assolo e l’accompagnamento usando l’humbucking, mentre il secondo assolo usa il pickup al manico. La testata (emulata) è un Fender Metalhead, cui aggiungo il DS1 della Boss, e nel primo assolo sia il Wah della Dunlop (solo per accentuare il feedback) e l’RV5 (per dare ancora più reverbero).

Una nota: il mixing potrebbe non essere eccezionale, era la prima volta che usavo Ableton (più o meno costretto, diciamo…).

Scendeva dalla soglia d’uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna, il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata, ma non trascorsa; e vi traspariva una bellezza velata e offuscata, ma non guasta, da una gran passione, e da un languor mortale: quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo. La sua andatura era affaticata, ma non cascante; gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d’averne sparse tante; c’era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo, che attestava un’anima tutta consapevole e presente a sentirlo. Ma non era il solo suo aspetto che, tra tante miserie, la indicasse così particolarmente alla pietà, e ravvivasse per lei quel sentimento ormai stracco e ammortito ne’ cuori. Portava essa in collo una bambina di forse nov’anni, morta; ma tutta ben accomodata, co’ capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l’avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Né la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere sur un braccio, col petto appoggiato al petto, come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una certa inanimata gravezza, e il capo posava sull’omero della madre, con un abbandono più forte del sonno: della madre, ché, se anche la somiglianza de’ volti non n’avesse fatto fede, l’avrebbe detto chiaramente quello de’ due ch’esprimeva ancora un sentimento.
Un turpe monatto andò per levarle la bambina dalle braccia, con una specie però d’insolito rispetto, con un’esitazione involontaria. Ma quella, tirandosi indietro, senza però mostrare sdegno né disprezzo, – no! – disse: – non me la toccate per ora; devo metterla io su quel carro: prendete –. Così dicendo, aprì una mano, fece vedere una borsa, e la lasciò cadere in quella che il monatto le tese. Poi continuò: – promettetemi di non levarle un filo d’intorno, né di lasciar che altri ardisca di farlo, e di metterla sotto terra così.
Il monatto si mise una mano al petto; e poi, tutto premuroso, e quasi ossequioso, più per il nuovo sentimento da cui era come soggiogato, che per l’inaspettata ricompensa, s’affaccendò a far un po’ di posto sul carro per la morticina. La madre, dato a questa un bacio in fronte, la mise lì come sur un letto, ce l’accomodò, le stese sopra un panno bianco, e disse l’ultime parole: – addio, Cecilia! riposa in pace! Stasera verremo anche noi, per restar sempre insieme. Prega intanto per noi; ch’io pregherò per te e per gli altri –. Poi voltatasi di nuovo al monatto, – voi, – disse, – passando di qui verso sera, salirete a prendere anche me, e non me sola.
Così detto, rientrò in casa, e, un momento dopo, s’affacciò alla finestra, tenendo in collo un’altra bambina più piccola, viva, ma coi segni della morte in volto. Stette a contemplare quelle così indegne esequie della prima, finché il carro non si mosse, finché lo poté vedere; poi disparve. E che altro poté fare, se non posar sul letto l’unica che le rimaneva, e mettersele accanto per morire insieme? come il fiore già rigoglioso sullo stelo cade insieme col fiorellino ancora in boccia, al passar della falce che pareggia tutte l’erbe del prato.

Anonimo

The beauty of this story compels me to desire to be part of it.

$ uptime
14:27:19 up 566 days, 23:34, 4 users, load average: 0.29, 0.57, 0.74

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 395 other followers