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Dear Esther

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Se non avete mai giocato a Dear Esther prima d’ora, vi consiglio di provarlo: non vi porterà via più di un paio d’ore, ma è veramente carino. Lo definiscono experimental fps, diciamo che è una sorta di avventura grafica ma senza interattività, è più una passeggiata all’interno di quel mondo, mentre vi viene raccontata una storia.

E’ nato come mod di Half Life 2, ma è stato successivamente ripubblicato come gioco a sè stante e lo potete trovare su Steam. Qui sopra riporto un po’ di screenshot presi durante il gioco…

Qualche giorno fa Repubblica titolava del boom della musica legale su Internet, e conseguente calo della pirateria, anche nel mercato italiano, essenzialmente grazie alla presenza di nuove offerte per gli utenti. E’ un’ovvietà, come noi sosteniamo da anni: nel momento in cui l’ascoltatore ha dei modi decenti e moderni per acquistare i brani dei propri artisti preferiti, li utilizzerà; ed ecco quindi l’impiego del digitale, i negozi online, l’acquisto della singola canzone, le offerte, ora anche la musica nella cloud e la possibilità di ascoltarla ovunque e da qualunque dispositivo.

Scrivo questo perchè in questi giorni, sarà un momento particolarmente sfortunato, continuo a cercare tablature su Internet e ad imbattermi in annunci di chiusura, ritiro della “merce” dal sito et al. per problemi legali etc etc etc. Ora, la questione qui non è che le case discografiche non vogliano che la gente sappia che note suonano i loro artisti, ma suppongo l’idea sia di acquistare i loro libri cartacei con le suddette note.

Ora, torniamo all’esempio di prima: vi sembra un quaderno cartaceo un metodo moderno di “scoperta” dei “segreti” di un brano? Probabilmente un libro del genere costa più del CD originario e non conterrà mai le tracce di tutti gli strumenti, per non parlare del fatto che quasi nessuno vende le basi delle proprie canzoni (così da permettere a gente come il sottoscritto di poter provare un brano assieme alla sua base); io non credo che manchi il mercato, manca la volontà di andare incontro al mercato. Ed allora un appassionato in giro per il mondo si sbatte notevolmente per trascrivere un brano (mi è capitato di farlo e volano via le ore), lo pubblica sul Web e magari riceve valutazioni positive dagli altri utenti, per poi vedere quella tablatura eliminata senza un motivo valido e decente (posso capire la pirateria, ma qui…).

Se una casa discografica mi permettesse di spendere qualcosina e di acquistare l’archivio ufficiale con i files di Guitar Pro (tanto per dirne uno) di tutte le canzoni di un CD, con tutte le tracce trascritte in modo decente, io sarei anche disposto a spendere; invece questa possibilità non mi viene data, ed allora devo rivolgermi al Web ed ai files preparati da altri, a volte precisi a volte meno precisi, e ritrovarmi di fronte a questi messaggi (stupefacenti? anacronistici?).

The Rock theme

Pubblico anche qui il video realizzato nel weekend: il brano è il tema di “The Rock“, noto film degli anni ’90; il compositore è il buon Hans Zimmer, mentre la versione riprodotta è più “rock” rispetto all’originale, non è opera mia ma l’ho trovata sul Web sottoforma di tablatura.

La base ritmica ed i violini sono suonati dal computer, mentre io suono il basso, la chitarra ritmica e quella “principale” (lead), suddivisa in una parte più “dura” ed una più “soft” (in cui ho aggiunto un effetto di tremolo, un po’ improvvisato ma decisamente azzeccato). E questa è la notizia buona.

La nota dolente è Kdenlive (e un po’ tutto il sistema Linux): ammetto di aver utilizzato la versione nei repository ufficiali di Ubuntu e non quelli ufficiali del progetto, ma crash randomici (ad esempio, se aggiungevo una traccia video dopo quella corrente anzichè prima) e particolari rallentamenti tra riproduzione ed editing non hanno certo reso la vita facile, per non parlare del fatto che il picture-in-picture viene considerato transizione e non è possibile applicare più di due transizioni contemporanee, facendo sì che non sia possibile (almeno, apparentemente) inserire un crossfade assieme alla suddivisione in riquadri. Sorvoliamo poi sul fatto che due strumenti su tre per creare screencast (per la parte di video con Ardour) non hanno funzionato o hanno registrato cose a caso (Dio benedica Xvidcap), e che la versione di Ardour nei repository non è compatibile con la libpng nei repository stessi, forzando il download della versione precompilata presente sul sito. Per il resto, almeno Ardour è stato promosso a pieni voti (e l’audio è stato mixato felicemente con questo strumento).

Vorrei fare qualche esperimento con altri editor (ad esempio, Lightworks) per farmi un’idea del panorama video free (as in freedom or as in beer, francamente non mi interessa troppo la differenza) su Windows (questo perchè non ho intenzione di spendere soldi), se avrò tempo poi pubblicherò i risultati.

Primo Levi

Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.

Nashville tuning

Il video qui sopra mostra un mio piccolo esperimento con la Fender Dreadnought (acustica) ed il cosiddetto “Nashville tuning” (info).

L’idea, come spiego nel video stesso, è di rimpiazzare le quattro corde più basse della chitarra con il loro equivalente proveniente da un set da 12-corde, così che siano accordate un’ottava sopra lo standard, realizzando di fatto un reentrant tuning; appena scoperta questa modalità, mi sono precipitato a prendere un set di questo tipo ed ho iniziato a sostituire le corde.

Rispetto alle guide standard che si trovano su Internet, ho dovuto improvvisare per quanto riguarda la quinta e sesta corda: le due previste infatti non hanno retto la tensione, e le ho perciò sostituite con la terza e quarta corda standard (entrambe accordate perciò un tono sopra rispetto a quello per cui sono costruite). L’insieme pare tenere abbastanza bene, anche se la tensione di queste ultime due si fa sentire un poco, ed ora sono pronto a sperimentare!

Riassumendo, le corde montate sono: .010, .014, .008, .012, .023 (G accordata in A, al posto di 0.018), .030 (D accordata in E, al posto di .027).

Carambola

Carambola

Habemus Carambola! Non ho ancora avuto tempo di metterci le mani dentro (salvo un boot di test), ma intanto è lì. Ricordo le specifiche:

  • processore MIPS @ 320 MHz (Ralink RT3050)
  • 32 MB RAM
  • 8 MB flash
  • 2 porte Ethernet
  • Wifi
  • 20 GPIO
  • USB host

Franklin P. Jones

Bravery is being the only one who knows you’re afraid.

2011 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A New York City subway train holds 1,200 people. This blog was viewed about 7,300 times in 2011. If it were a NYC subway train, it would take about 6 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

A couple of weeks ago, a new major version of the Erlang runtime system and libraries has been released, and after its inclusion in the Experimental branch of Debian, I have ported it to Ubuntu 11.10 and published the packages on my PPA.

The packages are the same of the Debian release, I have not changed anything; I don’t know if I will have time to backport it to the previous Ubuntu releases, especially because I am not using them anymore. As usual, IWFM:  if you experience any problems, you can report them to me, but as I am not an official maintainer, I don’t know if I will be able to solve them :)

Wave Shield

Wave Shield

Come prima parte di un progettino “da ufficio”, ho passato la serata a saldare il Wave Shield di Adafruit, ed ho testato il tutto con il brano “Europa” di Santana, codificato a 16 bit e 22050 Hz mono (quindi un po’ distorto sugli acuti rispetto all’originale).

Qui sotto, il video con tale test: verso 0:30 si può sentire in lontananza la canzone di cui sopra, col volume piuttosto basso dato che veniva riprodotta tramite auricolari.

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